La Scozia

by Furio

Questo viaggio con partenza da Londra, mi portera` per cinque giorni attraverso le Ebridi interne, l’estremo Nord, le Highlands e la citta`di Edinburgo.

Vikinghi , Barbari, terre lontane, battaglie contro gli Inglesi e Castelli secolari, impossibile non trovare paesaggi mozzafiato in questa terra che sembra non far parte del Regno Unito, ma bensi`di un luogo molto piu` lontano di un era preistorica oramai dimenticata.

Londra e Glasgow distano 650km, passo` Birmighan, Carlisle, Glasgow ,dove le autostrade finiscono ed inizia il divertimento.

Passata Glasgow costeggio Loch Lomond, il primo Loch che abbia mai visto, il sole ed il cielo blu  aumentano la bellezza di questo bacino d`acqua dolce  il piu` grande per superficie nel Regno unito lungo 39 km e largo fino a 8 km, impossibile non fermarsi a scattere le prime foto.

Proseguo fino a Fort williams, la piu` grande citta` nelle Higlands Scozzesi ed un ottimo punto di riferimento per visitare i Glen , il piu` famoso di tutti e spettacolare e` Glen Coe, con le Tre Sorelle (the Three Sisters) . Nel attraversale capisco pen presto il perche`, le vallate che mi circonadano sono verdi, ampie, danno la possibilta` di poter vedere nuvole in lontanza  la loro pioggia cadere ,  di ammirare le Montagne il loro sussegurisi, certe quasi liscie alle loro estremita difficile non distrarsi dalla strada ad ammirare tutto cio` che mi circonda,  mi fermo a piu` riprese ad assorbire meglio tutto cio` la loro presenza e maestosita` mi rendono cosciente della mia insignificanza di fronte a loro e mi resteranno impresse nella mia memoria per gran parte del viaggio.

Vengo accolto con sole, per poi ritrovarmi coperto da nuvole,  seguite da un leggero temporale per qualche minuto per poi dar spazio a un sole candido, sembra di essere in un crocevia metereologico ove le svariate condizioni metereologiche si incontrano per poi decidere che strada prendere.

Arrivo a Mallaig dove per sbrigarmi decido di prendere il primo targhetto che porta all Isola di Skye, un biglietto singolo per me e la moto, mi costa 13£ sterline, caruccio per un tragitto 25 minuti ma non ci penso due volte e ne acquisto uno mettendomi in fila per l’imbarcho dove ad aspettare in prima linea ci sono gia` parecchi motociclisti, ed i piu` apparescenti sono una coppia di Francesi arrivati da Parigi che come me hanno in programma di visitare l’isola di Skye e ripartie il giorno dopo sulla loro Honda Goldwing, un divano messo su due ruote con una presenza sulla strada che non passa inosservata.Le moto sono le prime ad imbarcarsi, seguite da macchine e Camper, mi chiedo se mi tocchera`  stare vicino alla moto per tutta la traversata ma le moto vengono fissate con corde e tiranti per evitare di ribalatarsi, quindi posso salire a poppa dove ho il tempo di rilassarmi ed ammirare il paesaggio. Il cielo e` limpido si possono vedere in lontananza L’isola di Eigg, L’isola di Rum, che fanno parte di un gruppo di Isole delle Ebridi esterne ed i loro “Sound”, il “Sound” non sono altro che uno stretto canale fra due masse terresti, simili ai Fiordi nordici ma piu` larghe. Arrivati al Porto di Ardvasar, io mi sento gia` eccitato, disembarcho velocemente salutando gli altri motociclisti i quali rincontreo` a Portree, il paese piu` grande nell’Isola di Skye.

La strada per gran parter del tratto costeggia il mare alla mia destra e le vallate alla mia sinistra sono un misto di steppe e piccole montagne,  si inerpica in salita a volte tagliando in mezzo a pareti rocciose per poi riaprisi in rettilini lunghissimi dove la visuale sul traffico che arriva dalla direzione opposta aumenta notevolmente si puo` aprire l’acceleratore senza troppi rischi, passo la Distilleria di Talisker, difficile non notare le insegne dei parecchi Bed and Breakfast che costeggiano tutta la strada, ci sono anche Campeggi ed Ostelli, scelgo uno Ostello per la sua comodita` nella citta` di Portree, il Bayfiel Backapckers dove nel parcheggio al retro posso sistemare  la moto senza  problemi, per £13 sterline mi danno un letto in una camera con altri quattro ragazzi, c’e` anche un altro Ostello ma il cartello NO VACANCIES indica nessuno posto disponibile. Non mi posso lamentare della mia scelta, al piano terra c`e una grande cucina comune dove posso cucinarmi una bisteccha ed un insalata, ben meritati cosiderata la strada fatta fin qui e fare amicizia con tre ragazzi tedeschi in visita.

Portree in se stessa non ha tanto da offrire, un porticciolo di mare con un paio di ristoranti su due fish and chips shops, i Pub locali,  il Pier Hotel,  e L’Isle inn, un Ufficio postale, un Supermercato, un Ufficio informazione , insomma in una buona mezz`ora la si puo` visitare.

Al mio arrivo in camera, incontro Vienna, un ragazzo tedesco, ed i due francesi Christof e Jerome anche loro come me, ripartiranno il giorno dopo, cogliamo l’occasione per rompere il ghiaccio decidendo piu ` tardi di andare al Pub L’ Isle Inn, dandoci appuntamento giu` alla reception per le 20.00. Al nostro arrivo il Pub e` quasi colmo di gente, c’e` pure una banda con la musica dal vivo, cosa molto comune in Scozia, la banda e formata da due Armoniche, una Chitarra ed un Violino, suonano musica folkloristica rimaninamo subito catturati dai loro suoni a volte melanchonici a volte allegre ballate che sembrano quasi riassumere tutta la Scozia con le loro note. Restiamo al Pub fino alla chiusura, dopo sei gire di bevute, con qualche whisky nel mezzo, sembriamo conoscerci da parecchio tempo e tutte le nostre barriere sono crollate.

La mattinata seguente, con la bocca un po` asciutta dal Whisky, saluto i compagni di stanza carico i bagagli,  ho in programma di seguire tutta la strada che costeggia l’isola per poi  abbandonarla  puntando verso John O’ Groats, il punto piu` a nord  del Regno unito. La mattina e `coperta da un cielo uggioso ed una pioggia leggera ma non fastidiosa che aumenta la drammaticita` del paessaggio, passo il castello di Dunvegan dove sulla strada noto le mie prime mucche col pelo lungho molto famose originarie delle Highland Scozzesi. Faccio inversione velocemente e mi fermo ad osservarle piu` da vicino anche se restie ad avvicinirami sono curiose e mi fissano tutte quante, io le trovo molto buffe, hanno corna lunghe ed appuntite come tori ma sono docili come vitelli, i loro mantelli sono coperti di peli color marrone tendenti al rosso ed i loro ciuffi le coprono completamente gli occhi e mi chiedo come possano vedere chiaramente, ma ad ogni mio gesto sembrano rispondere senza problemi – il mantello serve a proteggerle nei lunghi mesi ed i forti venti invernali e la loro abilita` a trovare cibo in zone scarse,  la capacita` di mangiare piante che normali mucche scarterebbero le rende ideali per queste zone selvaggie, scatto qualche foto rimanendo ad osservarle stupito, prima di salutarle con il clacson della moto.  Proseguo verso the Old Man of Storr, un gruppo roccioso di diverso numero formatosi da precedenti eruzioni vulcaniche induritesi col passare del tempo, la strade che scende in discesa dopo una curva me lo propone alla mia destra, rimango con gli occhi splancati da questa formazione che ha un po` di un paesaggio lunare anche se alte solamente 719, la zona e molto nota per fare trekking ed i piu` avventurosi con un po`di tempo a disposizione posso camminare fino in vetta passando attraverso la foresta sottostante, arrivati in cima si e` ripagati con viste mozzafiato delle coste.

Il mio stomaco si lamenta, sono partito senza fare colazione questa mattina e sono passate oramai due ore, al primo Cafe` aperto che trovo parcheggio la moto propio di fronte alle vetrate che danno sulla strada e mi lancio dentro. Ordino la colazione Scozzese – simile a quella Inglese ma con qualche variazione: 2 salsiccie, 2 fette di Bacon, fagioli, mezzo pomodoro scaldato sulla piastra, il tipico Haggis scozzese che consiste in: cuore, fegato, polmoni macinati e mischiati con cipolle, avena, sale e spezie e fatte bollire con lo stomaco della pecora, non male e certamente piu` saporito e digeribile del Black Pudding, anche quello incluso, il quale viene fatto con sangue bollito fino` ad ottenere una certa consistenza e mischiato con carne, patate, grasso, pane ed avena, ne riesco a finire solo meta` ed il resto lo lascio nel piatto, ed una tazza di te` che al suo arrivo si rivela essere un cappuccino mi sento sazio. Un occhiata alla mappa prima di partire e lasciarmi l’isola alle spalle passando per il ponte di Skye che la collega con l`entro terra.

Giunto a New Kelso, punto in direzione Inverness per poi puntare in direzione Torridon, il libro guida ne parlava molto bene di Loch Torridon anche se e` quasi mezzogiorno e non so` ancora quanto tempo ci voglia per arrivare fino a John O’ Groats, realizzo che non mi capita spesso di venire fin quassu` e decido di prendere la strada per Torridon, non avrei potuto fare scelta migliore durante il corso del viaggio.

Durante il tragitto, incontro un altro crocevia ed un cartello che dice chiaramente: questa strada sale fino a 2053 piedi (600m circa) strada singola panoramica per Shieldag non consigliata per Camper e neopatenti, con gradienti da 1 a 5 e curve a gomito, ed un altro che dice: strada alternativa a basso livello a destra, naturalmente scelgo la strada piu` lunga e panoramica. Gia` dall inizio della scalata la strada stretta si impenna sul bordo della montagna alla seconda curva una macchina accosta nelle apposite piazzole a bordo strada per lasciarmi passare, continuando a salire la vista sulla valle sottostantea aumenta ed io difficilmente riesco a prestar attenzione alla strada davanti a me, continuo a girar la testa alla mia sinistra per ammirare tutta questa bellezza le gole a picco sotto di me sembrano non finire mai nel mezzo un ruscello la percorre fino a valle, la cima della montagna si fa sempre piu` vicino e noto le nuvole che ne sfiorano la cima, l`acqua limpida esce dalla pareti rocciose, mi accosto per riempire la borraccia, continuo ad arrampicarmi arrivando in cima dove lanciando un occhiata a valle rimango a bocca aperta, accosto nuovamente parcheggio, spengo la moto, mi levo il casco e rimango ad ammirare il paesaggio sottostante – una grande  apertura a forma di U mi da` la possibilta` di vedere tutta la vallata fino ai piedi della montanga, riesco a vedere un pezzo della strada percorsa, il lago a valle,  la prossima montagna e le nuvole che  ne accarezzano la cima, sulla mia destra il proseguimento del lago che continua all`orrizonte finche` i miei occhi riescono a vedere, rimango ad osservare  in un silenzio che solo l` altitudine puo` offrire congratulandomi con me stesso per la scelta fatta e con uno spirito rissollevato inizio la discesca lentamente continuando ad ammirare l’orizzonte.

John O’ Groats, e il punto piu` a nord nel entroterra Inglese, anche se la vicina Baia di Dunnet guardando la mappa e` la piu` a nord , la strada costeggia la costa per gran parte del tratto con viste sul mare , il sole esalta il blu cobalto del Mare del Nord passo` Dunrobin Castle e prendo  per Thurso, la citta` piu`grande dove campeggiero per la notte. Al mio arrivo non e` difficile trovare il campeggio, e` in posizione strategica si affaccia propio sulla costa, con viste sul mare e le isole Orkney in lontananza, che ti fa` pensare perche` uno vorrebbe chiudersi in una stanza d’albergo quando si hanno queste viste qua`, il porto sulla sinistra con il traghetto che porta alle isole Orkney a fianco del campeggio vi e` un benzinaio ed un supermercato, c’e` molto posto, scelgo il piu` vicino alla costa, comincio a scaricare i bagagli ed a montare  la tenda, il pernottamento mi costera` solo £7 sterline, non male, mentre preparo qualcosa da mangiare: Cozze, Tortellini alla panna con una bottiglia di vino rose` comprati al supermercato, ammiro` la costa, faccio conoscenza con i vicini tedeschi e mi rilasso fino a tardi, rimango sveglio fino alle 11:00 di sera, c’e` ancora luce e riesco a leggere la mia guida senza problemi, finquando decido di andare a dormire cullato dal rumore delle onde del mare sottostante le quali mi mandano in un sonno riposante e profondo fino a mattino presto.

Al mattino sono svegliato da una luce quasi acciecante, sono appena le 5.00, e sembra che sia mezzogiorno, infreddolito mi inizio a muovere accendo il fornello per il te` ed incomincio a smotare la tenda e a smistare il bagaglio nelle borse della moto. Il campeggio dista solo qualche kilometro da John O`Groats – il libro guida mi aveva avvisato avendo descritto il posto come una trappola turistica; al mio arrivo, siamo solo io e la moto il parcheggio e` deserto, l’ufficio informazione e` ovviamente chiuso, manca il cartello con le indicazioni ed nome del posto, pure i bagni pubblici sono chiusi mi guardo attorno, osservo le foto sulla bacheca di tutta la gente che prima di me, e` venuta qua`, chi in moto, chi in biciletta con le loro facce sorridenti e le fronti sudate di fronte a quel cartello, anche io come loro voglio quella foto e riesco a trovare il cartello con le indicazioni che cerco poco distante –  piazzo la moto di fronte e trovo un muretto dove appoggiare la macchina fotografica, corro` davanti all obbiettivo, click!

Prossima destinazione e` Edinburgo, passando per il famoso Loch Ness, dimora del famigerato mostro marino. Al mio arrivo parcheggio ed inizio a scattare foto, mi accorgo di un altro motociclista in lontanaza,  della sua targa, e` Italiana! quasi non ci credo, volgio conoscerlo, si sta`mettendo il casco in sella alla moto pronto per partire, affretto il passo, lo saluto con un caloroso Ciao, sperando che sia veramente italiano, in quel momento i suoi occhi da sotto il casco si spalancano, scende dalla moto ed incominiciamo a parlare; si chiama Marco, guida una Bmw 1200 GS Adventure, che inconfronto alla mia Yamaha FZ6 sembra essere Golia la osservo con un po` di gelosia, lui viene da Siena, ha un paio di settimane per vedere la Scozia, anche lui andra all`Isola di Skye, dice che sono il primo italiano che incontra in questo viaggio,  siccome il suo inglese e` un po` arrugginito puo` tirare finalmente un sospiro di sollievo e comunicare senza troppi problemi, parliamo per una buona mezz`ora sulla sponde di Loch Ness prima di salutarci e scattare la nostra foto ricordo.

Passo lo Spean Bridge, le Distillerie di Dalwhinnie e arrivo a Perth, dove mi ritrovo sul Forth Road bridge un ponte sospeso costrutio nel 1964 , attraversandolo si vede Edinburgo, mi affretto e seguo i cartelli per il Town centre.

Subito mi innamoro della atmosfera romantica di Edinburgo ben diversa dalla frenesia Londinese, decido di girovagare un po` attorno l’ Old town (la citta` vecchia)  mi ritrovo in vie con ciottoli invece che asfalto, gli edifici sono bassi e coperti da un velo di fuliggine scura, c’e molta gente che gira a piedi, difficile perdersi, il Castello in lontanaza ne fa`da padrone. Decido di fermarmi a consultare la guida e scegliere uno ostello, il dito cade sul Castle Rock Hostel, propio dietro al castello. Non e` lontano da dove mi trovo e cerco di orientarmi tra vie a senso unico, deviazioni per lavori in corso tenendo come punto di riferimento Il Castello,  lo trovo dopo 15 minuti  ai piedi del Castello in una posizione strategicha nel cuore della citta` vecchia, vicino al Royal mile, la via piu` famosa di Edinburgho, c’ e` un parcheggio gratuito per le moto in strada, parcheggio scarico i bagagli  e mi dirigo alla reception dove trovo un letto a £13 in stanza con altri cinque ragazzi.

L’ostello e` un edifico molto grande a tre piani, lo spirito e` molto giovane  con ragazzi e ragazzi di un po` tutte le nazionalita`, Italiani compresi naturalmente, c’e` un salotto con il biliardo, riviste e giornali in cinque nazionalita` diverse; trovo pure la Gazzetta dello sport, un sala internet con poltrone e divani, un pianoforte funzionante e la possibilita` di fermarsi a chiacchierare e fare amicizia – preferisco sempre gli Ostelli che ai Bed and Breakfast quando viaggio da solo per il semplice fatto che viaggiando da solo sia ha sempre voglia ad un certo punto del viaggio, di qualcuno con cui parlare di rompere la monotonia che la solitudine puo` trasmettere  ritrovandosi al pub locale con i compagni di camera ad ubriacarsi.

Sistemo i bagagli in camera e comincio a svestirmi, ci sono 23 gradi oggi ad Edinburgo, ed Io sono vestito a strati: giacca cerata foderata, maglione, maglioncino da ciclista, maglietta di cotone, sottoveste da moto, maglietta di lana, pantaloni cerati foderati, sottoveste oramai incollata alle gambe sudate, due paia di calzini dei quali uno di lana, finita l’operazione sembro un altra persona, appicicaticcio e con odori insoliti mi dirigo per una meritata lunga doccia.

Una amica, che ha vissuto ad Edinburgo per parecchi anni, ha organizzatomi un incontro con dei suoi vecchi amici australiani, ho il numero di telefono di Cathy e Micheal, li chiamo senza esitazione ci incontriamo propio di fronte al Castello, mi accolgono come se ci conoscessimo gia` da tempo promettendomi di farmi conscere la citta`.

Edinburgo e` una citta` bellisima la si puo` visitare tutta a piedi senza bisogno di mezzi pubblici, una parte della citta` vecchia si trova in collina, ha vicoletti nascosti i quali si collegano con le vie maggiori da scalinate di pietra consumate dal tempo, negozi e botteghe di artigianato, la Cattedrale di St.Giles con i suoi vetri decorati i piu` belli in Scozia, la sede del Parlamento, i giardini di Princes Gardens ed l’Arthur Seat – una collina alta 250 metri formatasi al ritirasi di un ghiacciao 2 milioni di anni fa`da dove in cima si hanno viste su tutta la citta` ora un parco, ed il Castello di Edinburgho il quale siede su i resti di un vulcano alto 120 metri oramai estintosi vecchio 450 milioni di anni.

Prima che Io parta  mi suggeriscono di assagiare l’HOG ROLL ( panino col maiale)  un istituzione qua` in Scozia. Giunti al negozio dalla vetrina che da’ sulla strada c’e` un maialino cotto, molto similie alla nostra porchetta, che viene letteralmente ripulito dalla carne si intravedono gia` le ossa, ne ordino uno con l’aggiunta degli Haggis ed un po` di salsa di mela e` una vera delizia, non potrei aver lasciato la Scozia in modo migliore e con il sapore della Scozia ancora in bocca ci salutiamo  lasciandomi alle spalle questa terra stupenda promettendomi di tornarla a visitare.

3 Comments to “La Scozia”

  1. wow bellissimo e’ un po che non lo vedevo… Grande continua cosi…

  2. You and Your Yamaha……….have gone so FAR!
    I hope you will agree, I was the one who talked you out of keeping
    your Vespa (the Green and very old one) suggesting you
    get a real bike !!!!
    And you did….
    And now…..you travel …
    Huge regards
    Woody

    • Yes I agree that selling the Old lawnmoner Vespa was a very good suggestion! I don’t think I ever thank you for that …
      I cannot image now my life and travels without my beloved Bike!

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